Di cachi e di liquirizia

Avete presente la Barbera? Quella vera, intendo, non quell’intruglio acido che si trova nei bottiglioni della grande distribuzione a meno euro del commestibile. Non so quanti sanno che Claudio Bisi è il maggior cultore della Barbera in Oltrepò Pavese, terra snobbata paradossalmente anche perché, se ben trattato, praticamente ogni vitigno vi si ambienta crescendo con la propria personalità e praticamente ogni vitigno, ahimè, si è andato piantando nel corso degli anni, creando confusione e impedendo al territorio di proporre un linguaggio comune e coerente.

Vi parlo del Roncolongo 1997, quasi vent’anni di vino, una freschezza non immaginabile e, sì, all’avvicinarsi dell’inverno, un profumo di cachi che va ad affiancarsi a quelli più prevedibili di liquirizia, frutti di bosco, marasca, ciliegia, sottobosco e altri a seguire. Non molte parole: andate da Claudio e assaggiate questa Barbera, fate pure tutti i confronti che volete. Intanto i cachi vanno a maturare, e questa Barbera li accompagna silente e grandiosa.

 

 

 

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1 commento a Di cachi e di liquirizia

  1. Antonella Cribellati ha scritto:

    Non avuto ancora il piacere di assaggiare questo vino. Ma, conoscendo la maestria e la gran passione di Claudio, non stento a credere che le tue parole corrispondano al vero…cachi e liquirizia sono comunque un bel l’abbinamento sia gustativo che cromatico!

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