La via inVersa

laversachiusoGiovedì 13 agosto 2015, ore 15 circa. Mi avvio fiducioso verso il Wine Point della Cantina La Versa a Montescano per comprare alcune bottiglie di Brut Testarossa da regalare ad amici. Un’occasione di sfruttare il Ferragosto per dimostrare agli scettici che abitano fuori zona di che livello possono essere gli spumanti oltrepadani, anche quando provengono da un’azienda come La Versa che, appunto, versa in gravi difficoltà da anni laversaaperturadopo i fasti del passato.

Cancello chiuso. Cartello: “Chiuso per ferie. Riapriamo lunedì 17-08-15”. Altro cartello: “a luglio e agosto il Wine Point aprirà dal lunedì al sabato 09.00 – 12.30 15.00-19.00”. Dal lunedì al sabato.

Mentre sto per risalire sulla mia auto scuotendo la testa, una macchina con targa olandese esce dalla rotonda, rallenta presso il cancello, gli occupanti constatano che è chiuso e se ne vanno.

laversabottigliaDa una terza auto piuttosto grossa e lussuosa di cui non riesco a vedere la targa scende una persona probabilmente straniera e comunque di certo non locale, dato l’aspetto e l’abbigliamento da turista, che fotografa il bottiglione posto al centro della rotonda, opera del noto scultore Carlo Mo.

Tre potenziali clienti persi nel giro di cinque minuti, in uno dei pochi periodi dell’anno in cui in Valle Versa si può parlare davvero di turismo.

valtidoneCasualmente, due giorni dopo, proprio il sabato di Ferragosto, mi trovo a passare per Castelsangiovanni, provincia di Piacenza, appena al di là del confine con l’Emilia. E scorgo, bene in vista, i cartelli della Cantina Val Tidone che pubblico qui accanto. Credo non ci sia bisogno di commenti.

Caro Abele Lanzanova, ce n’è di lavoro da fare per risollevare le sorti de La Versa. Dai vertici in giù.

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5 commenti a La via inVersa

  1. Antonella Cribellati ha scritto:

    La vicenda si commenta da sola e fai bene a segnalarla…del resto fa parte di una mentalità’ tipicamente oltrepadana che denota, al di la’ dei conclamati intenti, una sorta di arroganza spacciata per orgoglio che non crea accoglienza vera e volontà’ di sviluppare e valorizzare il proprio territorio. Posso capire che magari qualche produttore ha bisogno di ricaricarsi le pile prima della vendemmia ma che in una struttura così’ articolata non si possa trovare una persona addetta all’accoglienza ha dell’incredibile…
    Purtroppo ciò’ avviene anche per molti musei italiani difficilmente raggiungibili dai visitatori stranieri ed italiani.
    Che Dio c’è la mandi buona perché’ da soli proprio non ci riusciamo

    Antonella Cribellati

  2. Jean de Paravel ha scritto:

    Proprio nello stesso periodo con un amico milanese, decido di percorrere le nostre colline, per riempire gli occhi di meraviglie e la bocca di bontà. Purtroppo ormai l’oltrepo’ è sconosciuto anche a chi ne potrebbe godere in pochi minuti di auto… Su dieci cantine, sei le abbiamo trovate chiuse. Era sabato 1 Agosto pomeriggio, ore 15. Desolazione davanti al cancello di Travaglino (dove però due anziane signore, attratte dal rumore del motore, si sono offerte di venderci qualche bottiglia passandocela attraverso le sbarre), il nulla davanti alla rivendita del Castello di Cigognola (dove il cartello recitava che invece erano assolutamente aperti), da Isimbarda abbiamo consumato i campanelli senza ottenere risposta; per un fortuito caso, abbiamo trovato qualcuno ai poderi San Giorgio, dove siamo stati accolti con gentilezza e disponibilità (ma il padrone ci ha detto che è stato un colpo di fortuna trovarlo in sede, di preciso un guasto all’auto). Non continuo l’impietoso elenco. Forse non è nemmeno il caso che vi dica quale ricordo il mio amico serberà (e forse nella metropoli divulgherà) dell’enoturismo in oltrepo. Continuo ad amare quelle cantine e i nostri vini, ma solo perché ho una particolare predisposizione all’ostinazione e al masochismo (ovviamente solo per la parte organizzativa).

    • Roger Marchi ha scritto:

      Monsieur de Paravel, ci faccia pure (se ne ha voglia) l’elenco completo, così ci dice anche quali cantine erano aperte, oltre a quelle che ha trovato chiuse. Sempre meglio una telefonata, comunque, in qualunque stagione dell’anno: come immagino sappia, moltissime aziende oltrepadane hanno una dimensione familiare o microfamiliare, e non è infrequente che il titolare, unico addetto all’accoglienza, sia magari in campagna o in giro per consegne. La sua esperienza e quella del Beghi, comunque, confermano che per ora il mese di agosto in Oltrepò non è percepito come stagione di enoturismo.

  3. scommettiamo che con l’avvento del bresà a La Versa tante cose cambieranno? E molto ma molto in meglio?
    Io ne sono sicuro…

  4. Pingback: Wine Point La Versa: nuova inaugurazione |

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