Rosso d’Asia ’99 – Andrea Picchioni

picchioniNel corso della mia ormai ultradecennale amicizia con Andrea Picchioni, tra cene, fiere, degustazioni e quant’altro, sono stati innumerevoli i momenti di incontro e discussione. Non sempre ci siamo trovati d’accordo, e questo mi pare ovvio, tanto sui vini da lui prodotti quanto sui tanti vini – oltrepadani e no – assaggiati insieme. Di sicuro porto un affetto personale – lo dico francamente, senza nulla togliere a nessuno – per la piccola azienda di 7 ettari da lui fondata nel 1988 a poco più di vent’anni all’imbocco della Valle Solinga, nel comune di Canneto Pavese, con i suoi ripidi vigneti cosparsi di ciottoli esposti in pieno Sud. Terra tradizionalmente vocata alla produzione di rossi robusti – siamo nel cuore della denominazione Buttafuoco, e Andrea fu tra i soci fondatori del Club del Buttafuoco Storico, pur essendone successivamente uscito – rossi che hanno bisogno di parecchio tempo in bottiglia per esprimersi al meglio.

rossoasiaLa prova di ciò è stata un’occasione conviviale poco prima del Natale 2014, una cena tra amici presso il ristorante Prato Gaio dove era convenuto che ciascuno portasse qualche bottiglia speciale da aprire in compagnia. Ora, Andrea, nella sua non vastissima – per fortuna – gamma di vini, ne produce due particolarmente corposi e adatti al lungo invecchiamento: il Buttafuoco Bricco Riva Bianca e il Rosso d’Asia, un Igt dedicato alla figlia Asia che teoricamente potrebbe essere imbottigliato come Bonarda – l’uvaggio è infatti 90% croatina e 10% “ughetta di Solinga”, come recita la scheda tecnica, alias ughetta di Canneto, alias vespolina – se non fosse che Andrea preferisce chiamare Bonarda solo la versione vivace, e in questo concordo con lui.

Per farla breve, tra le tante bottiglie più o meno esotiche recate dai vari commensali, quella magnum di Rosso d’Asia ’99 portata da Picchioni mi ingolosiva, proprio perché ne conosco le capacità di invecchiamento. E tra i due “campioni” di Andrea quasi sempre io personalmente preferisco, seppur di poco, il Rosso d’Asia al Riva Bianca. Insomma, nel bicchiere questo vino si è rivelato talmente spettacolare che mi sono isolato per qualche minuto dalla baraonda per godermelo al meglio. Dal colore impenetrabile dopo quindici anni, ai frutti di bosco tanto maturi quanto nitidi e ancora fragranti, e quella inconfondibile nota balsamica della Solinga arricchita dalle spezie, dal legno di sandalo, sin da un accenno di anice. Poi i tannini, ben presenti, levigati, nobili, e la struttura salda e ricca, robusta e austera come una quercia antica, verso quel finale rigoroso e profondo senza eccessi amarognoli. E la sensazione che quel vino, di cui il saggio Picchioni conserva ancora in cantina qualche magnum, abbia ancora tanti lunghi anni di lenta evoluzione davanti a sé. Che dire di più? Complimenti ad Andrea e all’enologo Beppe Zatti.

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5 commenti a Rosso d’Asia ’99 – Andrea Picchioni

  1. Stefano ha scritto:

    Buongiorno e complimenti per il Blog!

    Vado un leggermente fuori tema. Sono un grande appassionato di Metodo Classico pas dosè, volevo sapere se conosce il “Nature Profilo” di Picchioni.
    Se sì, come immagino, riesce a dirmi la sua in due righe?

    Cordialmente
    Stefano

    • Francesco Beghi Francesco Beghi ha scritto:

      Grazie per i complimenti al blog e spero che vorrà continuare a seguirlo, visto che è appena nato. Condivido con lei la passione per il Metodo Classico Pas Dosé e, quindi, ho sempre amato il Profilo di Picchioni in tutte e cinque le annate prodotte (’94, ’96, ’97, ’98 e 2000, attualmente in commercio). Mi piacciono la sua mineralità spiccata, il nerbo, la personalità sferzante. Posso tra l’altro dirle che a breve verrà commercializzato nuovamente il ’94 con un affinamento di 20 anni sui lieviti, dopodiché purtroppo l’avventura Profilo si concluderà: ma inizierà quella del Rosé (anch’esso non dosato) che, assaggiato pochi giorni fa sboccato à la volée (annata ’09), promette assai bene…

      • Stefano ha scritto:

        Continuerò a seguirlo certamente! Ero un habitué delle serate di Oltre la storia al Prato Gaio; purtroppo non sono riuscito a presenziare alle ultime ma ho sempre letto i suoi resoconti.

        Trovo anch’io che il Profilo di Picchioni sia splendido, uno dei miei MC preferiti oltrepadani.
        Curiosissimo di assaggiare il Rosè. Sa quando verrà messo in commercio?

        • Francesco Beghi Francesco Beghi ha scritto:

          Misteri picchioneschi… 🙂
          Scherzi a parte, a mio modesto avviso sarebbe pronto anche adesso. Vedremo cosa decidono Picchioni e l’enologo Beppe Zatti.

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