Suta la nev gh’è ’l pan…

neveIn dialetto oltrepadano questa è la declinazione di un modo di dire comune nelle campagne di tutto il centro-nord Italia. Sotto la neve c’è il pane, ovvero la ricchezza: in pianura si prevedono raccolti abbondanti, in collina le viti traggono beneficio dalla coltre bianca.

Va bene, è solo un pretesto. Oggi in Oltrepò Pavese nevica forte e tira vento, meglio stare in casa a raccogliere i pensieri. La ricchezza non arriva da sola. L’Oltrepò ha vissuto momenti in cui vendeva vino senza problemi – qualunque vino – e ora che quei tempi sono passati stenta, arranca, procede in ordine sparso. Alla fine il vino si vende, intendiamoci: e non pochi vini sono di qualità eccellente. Ma resta, in me che sono “straniero” e che di territori vinicoli ne ho visitati tanti, una sensazione amara. La sensazione che gli oltrepadani – buona parte di loro – non amino il loro territorio. La sensazione che non ne siano orgogliosi. Che, in fin dei conti, non abbiano tutto questo interesse a far assurgere l’Oltrepò a terra vitivinicola d’eccellenza quale potrebbe essere davvero. Perché, in fondo, tanto il vino si vende lo stesso. Anche se a prezzi bassi – e, nel caso di certi vini superbi, vergognosamente bassi, se paragonati a quelli di altre zone.

Non mi interessa parlare in questo contesto di cisterne, imbottigliatori e quant’altro. Parlo di chi il vino buono lo fa davvero. Ma quando sento frasi del tipo «Massì, in etichetta Oltrepò qualche volta lo scrivo con l’accento, qualche volta no», oppure «Eh in effetti il Sangue di Giuda è un vino a cui sto poco attento» mi ribolle il sangue (per l’appunto). O quando vedo etichette orrende, nomi di vini improponibili, siti Internet aziendali fermi a dieci anni fa. I dettagli sono importanti! Amici oltrepadani, ve lo dico col cör in man, come si dice a Milano, la mia città: queste cose si notano. Sono anche questi dettagli che fanno la differenza. Non basta fare il vino buono, bisogna anche saperlo comunicare. E la comunicazione passa anche da queste cose. Prima di tutto l’amore per il proprio territorio. E l’attenzione a tutto. Anche e soprattutto ai dettagli. “Le piccole cose hanno la loro importanza: è sempre per le piccole cose che ci si perde”Fëdor Dostoevskij, Delitto e castigo, 1866. Che poi, a ben pensarci, tanto piccole non sono.

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1 commento a Suta la nev gh’è ’l pan…

  1. Eugenia ha scritto:

    Un grido accorato. Si sente che ama il vino e il posto in cui vive.

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