Un uomo solo al comando

zanellaLeggendo il recente post del sanguigno amico franciacortino Giovanni Arcari sul suo vivace blog TerraUomoCielo, e leggendo i commenti che ne sono seguiti, la domanda mi è sorta spontanea. Se è vero come è vero che la Franciacorta ha fatto passi da gigante in pochi decenni il merito va anche e soprattutto a uomini come Maurizio Zanella, fondatore di Ca’ del Bosco e attuale Presidente del Consorzio. L’uomo che ha fatto diventare la Cuvée Annamaria Clementi (dedicata alla madre, recentemente scomparsa) una specie di mito enologico, l’uomo che ha creato la splendida linea Vintage Collection (personalmente quella che preferisco), l’uomo che riesce a piazzare ovunque a caro prezzo centinaia e centinaia di migliaia di bottiglie ogni anno della discutibile Cuvée Prestige, un Metodo Classico che se avesse un’etichetta diversa probabilmente riceverebbe giudizi differenti da parecchi giornalisti del settore.

Ma… c’è un ma. Non sarà che la presenza di quest’uomo, le sue conoscenze (è nota la sua amicizia, solo per fare un piccolo esempio, con Adriano Galliani, AD del Milan), il suo flirtare con il lato “gossiparo” del mondo del vino, stia cominciando a diventare un po’ ingombrante per tutti gli altri produttori di Franciacorta? Il dubbio è legittimo, visto che proprio l’articolo riportato dal settimanale Chi – certo non una rivista specializzata, comunque un periodico che viene letto o perlomeno sfogliato da centinaia di migliaia di persone – parla di Ca’ del Bosco come di “fornitore ufficiale dei vini dell’Expo 2015” e non, come invece è in realtà, la Franciacorta tutta.

franciacorta

Insomma, il motto del Consorzio Franciacorta è “Unione di passioni”, ma qui sembra che, al di là dell’ufficialità che mostra una Franciacorta sempre coesa – e questa è una delle grandi forze di quel territorio – sottotraccia mugugni e insofferenze di altri produttori siano sempre più vivaci. E di questo il Presidentissimo Maurizio Zanella non può non tenerne conto.

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7 commenti a Un uomo solo al comando

  1. Enrico ha scritto:

    Mi sembra che la logica del “grazie tante Zanella, ora si faccia pure da parte” sia decisamente limitata. Molti dovrebbero ringraziarlo invece non solo per quello che ha fatto ma per quello che continua a fare, invece di mugugnare e rosicare.

  2. Beghi, se fossi in lei mi occuperei delle beghe e dei problemi del suo amato Oltrepò Pavese, prima di scrivere un post del genere… Detto da un interista, che vede il Bilan e Galliani come il fumo negli occhi, ma che si onora di essere amico di Maurizio Zanella dal lontano 1984. Anno in cui forse lei giocava ancora con i soldatini…
    Forza Beghi, si consoli con un Cruasé e sogni che la sua bellissima terra che io amo, l’Oltrepò, faccia solo un terzo del percorso che ha fatto, anche grazie ad uomini come Zanella, la Franciacorta…
    Mi stia bene 🙂

    • Francesco Beghi Francesco Beghi ha scritto:

      Vede, Ziliani, il mio modesto blog è nato da pochi giorni, ma se lei si fosse preso la briga di dargli un’occhiata, avrebbe visto che il primo post, non certo tenero, era dedicato proprio all’Oltrepò Pavese: (http://francescobeghi.it/loltrepo-penelope/). Certo io non vanto le sue conoscenze altolocate, nel lontano 1984 non giocavo con i soldatini ma muovevo i primi passi come freelance all’Eco di Bergamo facendo avanti e indietro da Milano, la mia città; nessuno mi invita al cospetto di papa Bergoglio per poi rifiutare l’invito in uno sbrodolamento autoreferenziale ma, se non altro, posso permettermi di dire ai miei amici quando, a mio avviso, sbagliano. Vede, io, milanista, non ho mai sopportato l’ambiente gossiparo-sgallettato in cui sguazzano il mio presidente, l’AD Galliani e l’amicone Zanella. Se lei non ha capito il senso del post di Giovanni Arcari che – a differenza di lei – continuo ad annoverare tra gli amici, è un suo problema. Nessuno nega i meriti passati di Zanella, ma attualmente quella “unione di passioni” che lei decanta sul suo blog è un miraggio che vuole vedere o che le fanno vedere. Basta ascoltare i piccoli produttori di Franciacorta, cosa che evidentemente lei non fa, per rendersene conto. E se ha deciso di tagliare i ponti con Arcari, beh, peggio per lei. Le sue amicizie non mi riguardano e non mi interessano. Si beva una Cuvée Prestige, se ci riesce.

    • Barbara ha scritto:

      Ziliani, da tempo frequentiamo lo stesso bar e a me pare di vederla sempre più solo seduto a quel bancone, davanti a un bicchiere di acqua naturale.
      Perché invece di scrivere cose cattive, non racconta i suoi trent’anni di amicizia con Maurizio Zanella in maniera distesa e rilassata? I natali insieme, le gite in barca, le estati al lago, primi passi dei bambini… ne avrà di cose belle da raccontare!

      • Franco Ziliani ha scritto:

        rispondere agli imbecilli o a persone che tali si presentano é del tutto inutile, ma tant’é. Io non frequento bar, non ho il dispiacere di conoscerla e al bar non sono certo solo, le rare volte che ci vado, insieme alla mia compagna, un paio di bicchieri di vino, generalmente bianco fermo. Non mancano.
        I miei trent’anni di amicizia con Maurizio Zanella, di cui mi onoro, comprendono le cose che lei ha detto solo nella sua mente bacata di persona che immagina che amicizia sia sinonimo di servilismo e di appiattimento. Mai fatto Natale o gite in barca o altro con Zanella. ho solo conosciuto sua moglie, donna splendida.
        Questo basta a fare di me quello che lei, goffamente, ma sicura che si chiami Barbara e non sia un uomo, si fa per dire,?, tenta di fare passare? No di certo, ma spiegarlo a persona in malafede é tempo perso. Mi saluti Beghi e Arcari

  3. Franco Ziliani ha scritto:

    Beghi, lo “sbrodolamento autoreferenziale” relativo al mio articolo con cui ho comunicato la mia scelta sofferta di rinunciare a partecipare all’udienza con il Papa se lo tiene per sé oppure se lo può infilare… dove le é più comodo… chiaro?
    A non rivederla, spero…

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