Le guerre di religione

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No, non è affatto mia intenzione parlare dell’avanzata del Califfato islamico: non è questo il luogo. Voglio invece parlare brevemente di un tema che ha scosso i campanili d’Italia quasi come un rigore non concesso o un gol in fuorigioco. Ovvero dell’aglio di Carlo Cracco nell’amatriciana e del burro di Davide Oldani nel pesto alla genovese, rinomatissimi e pluristellati chef, star televisive da quando la cucina è diventata show, entrambi Chef Ambassador a Expo 2015.

I due monelli hanno sollevato i rispettivi casi – ebbene sì, in Italia vicende del genere diventano un caso – a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro sollevando un polverone mediatico che sarebbe incredibile se non fossimo, appunto, in Italia. Il Comune di Amatrice si è persino preso la briga di emettere un comunicato sul proprio sito ufficiale dichiarandosi “sconcertato” nei confronti di Cracco – la qual cosa in qualche modo è confortante, perché parrebbe significare che non ha problemi più importanti di cui occuparsi. Contro Oldani, invece, si è mossa nientepopodimeno che l’Accademia Italiana della Cucina nella figura del proprio Segretario generale Paolo Petroni. Per non parlare dei dibattiti fiume su blog e social network tra crociati della tradizione (in stragrande maggioranza) e difensori delle innovazioni, con insulti e anatemi a corredo. Poco importa se Davide Oldani, per esempio, abbia fatto notare come su due tomi sacri degli italici fornelli, il Talismano della felicità di Ada Boni e La grande cucina di Luigi Carnacina, si faccia esplicito riferimento all’aggiunta di burro nel pesto: il Disciplinare del Consorzio Pesto Genovese non lo prevede, e tant’è.

amatriciana_ricettatroiani_grInsomma, un macello. Laddove sarebbe bastata una sana e grassa risata, legioni di improvvisati gourmet che magari da Oldani e da Cracco non hanno mai messo piede si sono sentiti in dovere di sfogarsi, non solo mettendo all’indice il sacrilegio della ricetta violata ma permettendosi pure di offenderli in ogni modo possibile trattandoli da improvvisati incompetenti.

pesto-alla-genoveseIo, che a casa mia continuerò a fare il pesto senza burro e l’amatriciana senz’aglio, se proprio devo muovere loro una critica è quella di passare troppo tempo in TV e troppo poco nei rispettivi ristoranti. Per quanto eccellente possa essere la brigata di cucina che hanno addestrato, se vado in un ristorante pluripremiato a spendere una cifra importante il minimo che posso pretendere è che ai fornelli ci sia lo chef titolare. Poi, a quei fornelli, faccia pure ciò che vuole: io giudicherò solo il risultato finale.

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