L’Isis in Oltrepò

hackerFrancamente è difficile prendere sul serio un’iniziativa, chiamiamola così, come questa. Tant’è che vien più da pensare a una goliardata. Fatto sta che domenica 1 febbraio 2015 il sito di Riccagioia, il Centro di ricerca e di formazione vitivinicola della Regione Lombardia a Torrazza Coste, è stato oggetto di attacco informatico da parte di hacker che hanno messo in atto un “defacing”, ovvero sostituito la consueta home page con l’immagine di un individuo mascherato che regge il tristemente noto bandierone nero dell’Isis con sottofondo di musiche arabe, raffiche di mitra, colpi di cannone e lame di scimitarre (a questo link sul sito del Corriere della Sera uno spezzone di video che mostra il sito manomesso) e scritte che  vogliono far pensare alla rivendicazione di un gruppo di hacker algerini.

La manomissione è stata scoperta nel pomeriggio di domenica, ma la pagina in questione è rimasta visibile fino alle 8 di lunedì mattina. In seguito alla denuncia del Presidente di Riccagioia Roberto Mura il sito è stato oscurato per alcune ore, mentre adesso è tornato regolarmente on-line. Dal Centro ricerche si precisa “che nessun computer è stato compromesso a Riccagioia. Si tratta di un attacco al server, peraltro non presente fisicamente a Riccagioia e non di proprietà di Riccagioia, ma di un’altra società – che gestisce il nostro sito – con sede a Brescia”.

Le parole migliori sull’accaduto le ha dette il Direttore del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese (che peraltro ha sede proprio a Riccagioia) Emanuele Bottiroli sul suo profilo Facebook: “Hanno hackerato il sito di Riccagioia. Se i guerriglieri volessero davvero farsi notare e rimanere nella storia potrebbero riasfaltare la strada per arrivarci”.

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